Gino Strada, Pappagalli verdi, Feltrinelli, 1999
Le cronache di un chirurgo di guerra, fondatore di Emergency,
l'associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle
vittime di guerra e delle mine antiuomo. In questo libro, Strada mette a
nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le
amarezze continue della sua esperienza di medico militante, stretto
continuamente tra le politiche ufficiali dell'ONU e dei padroni della
guerra e le pratiche del volontariato internazionale.
INTRODUZIONE
Cosa vorresti fare da grande? Quando ero un ragazzino, rispondevo “il musicista” o “lo scrittore”.
Ho
finito col fare il chirurgo, il chirurgo di guerra per la precisione. E
ho chiuso da tempo con la nostalgia e il rimpianto di non saper suonare
uno strumento né scrivere un romanzo.
Così, quando mi è stato proposto questo libro, ho detto semplicemente: “Mi piacerebbe tanto, ma non ne sono capace”.
Se
alla fine ho deciso di provarci, comunque, lo devo solo
all’ostinazione, e alla pazienza, dell’amico Carlo Feltrinelli, che
molto più di me ha creduto degne di essere lette le pagine che seguono.
Non
essendo scrittore, ho cercato di percorrere l’unica via possibile,
quella della memoria, e lasciare che fatti e persone, pensieri e
sensazioni, si trasformassero in parole scritte.
Le
piccole storie di questo libro non hanno ordine cronologico, né
geografico, né tematico. Sono solo dei flash trascritti come ricordi
ritrovati.
Non mi illudo certo di avere partorito un libro di valore.
Spero
solo che si rafforzi la convinzione, in coloro che decideranno di
leggere queste pagine, che le guerre, tutte le guerre sono un orrore. E
che non ci si può voltare dall’altra parte, per non vedere le facce di
quanti soffrono in silenzio.
Gino Strada
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| Pappagalli verdi: mine giocattolo |
Emergency è un'associazione umanitaria italiana, fondata il 15 maggio 1994
a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo
Garbagnati. Essa ha ottenuto il riconoscimento giuridico di
organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) nel 1998 e di
organizzazione non governativa (ONG) nel 1999. Dal 2006, Emergency è
partner ufficiale del Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU.
Obiettivi di Emergency sono offrire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime della guerra e della povertà e promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.
Nata per fornire soccorso chirurgico nei paesi in guerra,
l'associazione ha nel tempo esteso il raggio delle sue attività alla
cura delle vittime della povertà in paesi in cui non esistono strutture
sanitarie gratuite. Dal 2005 Emergency opera anche in Italia, per
garantire a tutti il rispetto del diritto a essere curati sancito anche
dalla Costituzione.
Anche grazie al coordinamento e all'attività dei volontari sul
territorio, l'associazione promuove attivamente i valori di pace,
solidarietà e rispetto dei diritti umani.
Attuale
presidente della ONG è Cecilia Strada, figlia di Gino Strada e Teresa
Sarti, chiamata a ricoprire la carica dopo la morte della madre,
avvenuta il 1º settembre 2009,che era stata presidente di Emergency
dalla sua fondazione. Alessandro Bertani ricopre la carica di
vicepresidente.
Programmi in corso
Afghanistan
Emergency è presente in Afghanistan con 3 centri chirurgici (a
Kabul,
Anabah e
Lashkar Gah),
un centro di maternità (ad Anabah) e una rete di 30 Posti di primo
soccorso e Centri sanitari collegati ai suoi ospedali. Inoltre,
Emergency garantisce assistenza medica ai detenuti delle principali
carceri della capitale Kabul.
Iraq
In Iraq, Emergency gestisce un Centro di produzione protesi, riabilitazione e reintegrazione sociale a
Sulaymaniyya (
Kurdistan iracheno),
aperto nel 1998. Inoltre, organizza dei corsi di formazione
professionale per i pazienti e li aiuta nell'avvio di botteghe e piccole
cooperative artigiane.
Italia
In Italia, Emergency gestisce 3 poliambulatori e 2 ambulatori mobili. Nel 2006 Emergency ha aperto in Sicilia, a
Palermo,
un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai
migranti, con o senza permesso di soggiorno, e a tutti coloro che ne
abbiano bisogno. Un secondo Poliambulatorio ha iniziato le attività a
Marghera, in
provincia di Venezia, il 2 dicembre 2010. A metà dicembre 2012 Emergency ha aperto a
Sassari
uno sportello di orientamento socio-sanitario. Due ambulatori mobili
portano assistenza sanitaria dove più c'è bisogno. Il 15 luglio 2013 ha
aperto il Poliambulatorio di
Polistena, in
provincia di Reggio Calabria, situato in un palazzo confiscato alla
'ndrangheta.
Prossimamente[non chiaro] aprirà il Poliambulatorio di Napoli.
Repubblica Centrafricana
In
Repubblica Centrafricana, Emergency dal 2009 gestisce un Centro pediatrico nella capitale
Bangui;
dal 2013 inoltre è attivo un team per la chirurgia di guerra e di
emergenza, che ha riattivato le sale operatorie dell'ospedale pediatrico
cittadino.
ECC. ECC.
VIDEO
Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle
opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica,
religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.Ripudiamo la
violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le
contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato
sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul
dialogo, su un'equa distribuzione delle risorse. Vogliamo un mondo in
cui i governi garantiscano l'eguaglianza di base di tutti i membri della
società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il
diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne
arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione. Nel
nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e
sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una
gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi. In nome delle
"alleanze internazionali", la classe politica italiana ha scelto la
guerra e l'aggressione di altri Paesi.In nome della "libertà", la classe
politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini
costruendo un sistema di privilegi, basato sull'esclusione e sulla
discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria
corruzione. In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha
scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere,
incitando all'odio e al razzismo. È questa una democrazia? Solo perché
include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese
si voti perché lo si possa definire "democratico"? Noi consideriamo
democratico un sistema politico che lavori per il bene comune
privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi
sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si
possa essere una società di cittadini.
È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.
Emergency
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